Auriga

Nell’antica Grecia era chiamato auriga colui che guidava i carri in guerra e, nelle occasioni festive, durante le gare ippiche.

A Roma, invece, gli aurighi guidavano i carri da corsa nei ludi circensi.

Mentre in Grecia questi erano per lo più uomini liberi, a volte anche proprietari dei cavalli, a Roma si trattava solitamente di schiavi, che però potevano guadagnarsi la libertà accumulando vittorie, fama e denaro, come accadde per il giovane auriga Scorpo, vissuto nel I secolo d.C., sotto l’impero di Domiziano.

A differenziare gli aurighi greci da quelli romani era anche il modo che avevano di stare sul carro: mentre i greci indossavano una lunga veste – legata in vita da un cinturone – e tenevano le redini con le mani, i romani indossavano diverse protezioni per il corpo sopra ad una tonaca, che poteva essere verde, bianca, azzurra o rossa a seconda della fazione per cui gareggiavano. Inoltre, diversamente dai greci, portavano un elmetto in testa e legavano le redini attorno alla vita, una pratica molto pericolosa in caso di incidenti, motivo per il quale dovevano portare sempre con loro un coltello per poterle tagliare.