Primo Levi

Primo Levi (Torino 1919 – 1987) nacque a Torino il 31 luglio 1919 da una famiglia di intellettuali di origine ebraica. Di salute cagionevole, trascorse in sostanziale solitudine buona parte dell’infanzia.

Nel 1934 si iscrisse al liceo D’Azeglio di Torino, rivelandosi un ottimo studente, con una predilezione per le materie scientifiche. Finito il liceo si iscrisse infatti alla facoltà di Scienze, laureandosi con lode nel 1941. Essendo state promulgate le leggi razziali nel 1938, sul suo diploma di laurea comparve la scritta “Primo Levi, di razza ebraica”.

Dopo aver lavorato per un periodo a Milano in un laboratorio chimico, nel 1943 si unì a un gruppo partigiano in Val d’Aosta. A dicembre venne arrestato e trasferito al campo di Fossoli dal quale, nel febbraio 1944, fu portato ad Auschwitz, dove rimase per circa un anno. Venne liberato il 27 gennaio del 1945 dalle truppe dell’Armata Rossa, riuscendo a fare ritorno a casa solo in ottobre.

Una volta rientrato in Italia iniziò la sua attività di scrittore. Il suo primo lavoro fu Se questo è un uomo (1947), un racconto dettagliato e struggente di quella che fu la sua esperienza nel campo di concentramento, rimasto la più famosa tra le sue opere grazie soprattutto alla poesia (che porta il nome del romanzo stesso) che lo precede. 

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

Negli anni successivi scrisse molti altri romanzi, tornando sul tema della Shoah in alcuni di questi, come La tregua (1963, col quale vinse il Premio Campiello), Se non ora quando (1982), I sommersi e i salvati (1986).

Morì l’11 aprile del 1987 nella sua casa di Torino per una caduta dalle scale. Probabilmente si trattò di suicidio.