Edgar Allan Poe

Figlio di due attori, Edgar Poe (Boston 1809 – Baltimora 1849) nacque a Boston il 19 gennaio 1809. Suo padre abbandonò la famiglia quando lui era molto piccolo, e l’anno seguente sua madre morì a causa di una tubercolosi. Fu così adottato dal mercante John Allan, di Richmond, che lo battezzò e lo portò con sé per un lungo periodo in Inghilterra. Qui compì i suoi studi in una scuola molto vicina ad un cimitero, all’interno del quale spesso si svolgevano alcune lezioni.

Tornato negli Stati Uniti assieme al padre adottivo, Edgar si iscrisse all’Università della Virginia, che dovette poi abbandonare a causa dei suoi numerosi debiti di gioco e della sua vita sregolata, che indussero John Allan a smettere di finanziarlo. Poco dopo il giovane entrò nell’Accademia Militare di West Point, dove non rimase a lungo.
Mentre si trovava in accademia si dedicò anche alla sua grande passione, la letteratura: nel 1827 esce Tamerlano, il suo poema epico, seguito da numerose altre poesie.

Dopo aver lasciato l’accademia si recò a Baltimora presso sua zia Maria Clemm. Qui divenne editore per la rivista Southern Literary Messenger e nel 1936, all’età di ventisette anni, sposò la sua giovanissima cugina Virginia, appena quattordicenne.

Nel 1838 uscì il suo unico romanzo Le avventure di Gordon Pym e nel 1840 la raccolta Racconti dell’arabesco e del grottesco, pubblicata in due volumi con temi gotici e fantastici, che comprende alcuni tra i più famosi racconti dell’autore, come La caduta della casa degli Usher.

Nel 1842 uscì Delitti della Rue Morgue, il racconto in cui vide la luce il personaggio del detective Auguste Dupin (ispiratore per il Poirot di Agatha Christie e lo Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle).

Nel 1845 Poe scrisse la sua poesia più famosa, Il Corvo, pubblicata all’interno della raccolta Il Corvo e altre poesie. Qui il protagonista è un uomo che ha da poco perso il suo amore, e nottetempo riceve la visita di un corvo al quale pone una serie di struggenti domande dettate dal dolore e dalla follia. A queste domande l’animale risponde sempre allo stesso modo: “Mai più”.

Poe morì a soli 40 anni in circostanze misteriose: una sera di ottobre venne trovato in una strada di Baltimora in uno stato confusionale, fu ricoverato e morì pochi giorni dopo, il 7 ottobre 1849.

Il suo necrologio fu scritto da Rufus Griswold, un critico con cui Poe aveva avuto diversi contrasti in passato. Il suo scritto era mirato a gettare fango su Poe. Riuscì addirittura ad accaparrarsi i diritti sulle sue opere per poter continuare a screditarlo, dipingendolo come tossico, perverso e alcolizzato. Ottenne però l’effetto contrario: così facendo contribuì a costruire il mito del poeta maledetto con cui Poe è famoso ancora oggi.