Dolce stil novo

Il dolce stil novo fu un movimento poetico sviluppatosi tra la fine del ‘200 e gli inizi del ‘300. Ne fu iniziatore Guido Guinizzelli, bolognese, tuttavia un reale sviluppo si ebbe in Toscana, grazie a esponenti illustri tra cui figurano Dante Alighieri, Guido Cavalcanti e Cino da Pistoia.

Il nome del movimento venne ideato proprio da Dante, che nel XXIV canto del Purgatorio lo definì e ne sottolineò le differenze rispetto alla Scuola poetica siciliana: gli stilnovisti, infatti, seguivano maggiormente l’ispirazione dell’amore, riuscendo in tal modo a cogliere pienamente l’essenza di questo sentimento.

Non essendo più basato solo su schemi predefiniti, infatti, figurano nella poetica stilnovista anche tracce della vita e del percorso individuale di ciascun autore (cosa non avveniva assolutamente nel caso dei poeti siciliani). Un esempio di questo è la presenza, all’interno di molti componimenti, dei nomi delle donne amate (come Giovanna per Cavalcanti o Beatrice per Dante).

La donna amata è sempre descritta dagli stilnovisti come una figura perfetta e angelicata, a metà strada tra terra e cielo, la quale ispira un tipo di amore che va al di là del semplice corteggiamento ed è, prima di tutto, motivo di elevazione spirituale per il poeta.

Il linguaggio utilizzato rifiuta i suoni troppo duri o grezzi. Data anche l’elevatezza del pubblico cui gli stilnovisti si rivolgono, la loro poesia è composta utilizzando un volgare illustre che risulti sempre dolce e melodioso.