Policarbonato (PC)

policarbonati fanno parte della famiglia delle resine termoplastiche, policondensati dell’acido carbonico. Sono resistenti agli acidi minerali, agli idrocarburi alifatici, alla benzina, ai grassi, agli oli, agli alcoli (tranne l’alcol metilico) e all’acqua sotto i 70 °C. Al di sopra di tale temperatura l’acqua attacca il polimero favorendo una graduale decomposizione chimica. La biodegradabilità è scarsa e richiede tempi lunghi. La temperatura di transizione vetrosa è di 150 °C, alta se paragonata a quella di molti altri polimeri.

Essi combinano alcune delle caratteristiche meccaniche dei metalli (resistenza all’urto) e del vetro (trasparenza). Di fondamentale importanza ai fini delle applicazioni del policarbonato è la sua elevata tenacità. Il policarbonato è sensibile all’intaglio, con conseguente riduzione della resistenza a fatica. In caso di usura può essere impiegato solo limitatamente.

Il policarbonato presenta una struttura molecolare stericamente impedita, ciò limita la libertà di rotazione attorno ai legami assiali della catena polimerica con conseguente irrigidimento della stessa. Di conseguenza l’impaccamento delle macromolecole risulta difficile, e la cristallizzazione non avviene spontaneamente. Il polimero può cristallizzare attraverso prolungato riscaldamento a temperatura elevata (180 °C per otto giorni) o per stiramento dei film a 186 °C.

I policarbonati altamente cristallini fondono a circa 260 °C e sono meno solubili di quelli amorfi, hanno un’alta capacità di concentrare la luce e sono usati per produrre lenti. Di contro presentano il problema di avere una superficie tenera e graffiabile.

Campi di impiego e applicazione

  • Trovano applicazione sia a livello industriale che civile per rivestimenti, dispositivi di protezione (ad esempio: caschi, giubbotti antiproiettile, scudi);
  • vetri speciali: in ottica per le lenti degli occhiali, negli obiettivi delle macchine fotografiche e anche nella costruzione di scafandri per fotocamere subacquee;
  • in elettronica, viene utilizzato come isolante per condensatori ad alta capacità ed elevata tensione di lavoro;
  • apparecchiature medicali per la dialisi artificiale e per la cardiochirurgia, per la prima infanzia e le cure domiciliari (biberon, aerosol, incubatrici);
  • vassoi, contenitori per alimenti, bicchieri ed altri oggetti in policarbonato si diffondono ovunque nella ristorazione collettiva ed ospedaliera grazie alla loro leggerezza ed infrangibilità, unita ad un periodo di utilizzazione praticamente illimitato.
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