Indice dei contenuti

Falda acquifera

Si definisce falda acquifera (detta anche acqua di falda o falda idrica) l’acqua sotterranea, presente in strati di roccia porosa o fessurata, generalmente sovrastante a strati di roccia impermeabile. La parola “falda”, deriva dal termine tedesco “falte”, che vuol dire piega, indica un deposito idrico tra gli strati (pieghe) del terreno. Le falde acquifere possono essere artesiane o freatiche.

Una falda acquifera si dice artesiana se è compresa tra due strati impermeabili, in cui l’acqua occupa un certo quantitativo di rocce e/o sedimenti sfruttandone le fessure o i pori tra le particelle solide presenti nel terreno. Questo tipo di falda acquifera, dunque, l’acqua si trova in condizioni di pressione idrostatica e da un punto di vista idraulico, è paragonabile ad una condotta in pressione, dal momento che esiste una pressione dell’acqua all’interno della falda maggiore di quella atmosferica. Per questo motivo, al momento della creazione di un pozzo, perforando lo strato impermeabile superiore della falda l’acqua tenderà a sgorgare verso l’alto, raggiungendo una quota direttamente proporzionale alla pressione presente all’interno della falda. L’acqua, cioè, tenderà a raggiungere la quota della linea piezometrica, che rappresenta la condizione di equilibrio.

Inverce, una falda acquifera si dice freatica se tutto il terreno al di sopra di essa è permeabile (o meglio semipermeabile con vasi capillari) fino alla superficie del suolo (falda libera). L’acqua dunque occupa per effetto della gravità solo la parte inferiore della falda che è di formazione impermeabile, detta letto della falda (caratterizzata da aquiclude). La parte superiore permeabile della falda, invece, è costituita da particelle solide tra le quali restano spazi liberi che permettono il transito dell’acqua, occupati dall’aria in comunicazione con l’atmosfera (zona di aerazione).

Tutti i punti della falda freatica in cui il liquido è alla pressione atmosferica costituiscono la superficie piezometrica (o freatica o libera) della falda. Tale superficie è orizzontale nel caso di falda statica, mentre nel caso di falda in movimento ha una pendenza nel senso del moto.

Le rocce permeabili entro cui può scorrere acqua di falda si possono suddividere in base alla tipologia di permeabilità, infatti si distinguono rocce permeabili:

  • per fessurazione: si tratta di rocce cristalline o sedimentarie compatte; le acque di falda circolano prevalentemente lungo fratture e discontinuità dell’ammasso roccioso;
  • per carsismo: si tratta delle rocce sedimentarie carbonatiche (o gessose) interessate da dissoluzione carsica; le acque di falda scorrono nelle fratture ma anche all’interno di cavità e condotti carsici;
  • per porosità: si tratta delle rocce sciolte (terre); le acque vanno a riempire i vuoti presenti tra un granulo e l’altro.

Una falda acquifera costituisce una importantissima risorsa naturale messa in pericolo sia dall’inquinamento proveniente da infiltrazione di sostanze tossiche nel sottosuolo, sia dal suo depauperamento, causato ad esempio dalla riduzione del tasso di infiltrazione per aumento dell’estensione di superfici impermeabili (soprattutto nelle aree urbane).

In altri casi, invece, variazioni dell’entità della estrazione di acqua dal sottosuolo e maggiore apporto di precipitazioni idriche determinano innalzamenti del livello delle acque nel sottosuolo e conseguenti danni alla parte sotterranea delle costruzioni.

L’acqua prelevata per usi domestici o fini antropici in generale, subisce un processo naturale di filtrazione e purificazione dagli agenti patogeni, ma a causa dei trattamenti agricoli e dell’inquinamento dovuto agli scarichi della produzione industriale, nonché dei rifiuti dispersi illecitamente nell’ambiente è spesso doveroso effettuare dei controlli e processi di bonifica e potabilità.

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on telegram
Telegram
Share on email
Email

Ultimo aggiornamento il:

Aiutaci a migliorare questa voce