Legge di Coulomb

Nel 1788 C. Coulomb, un ingegnere francese, servendosi di una bilancia di torsione, da lui realizzata circa nove anni prima, dimostrò che: “la forza di attrazione o di repulsione che si esercita tra due particelle puntiformi \(q_1\) e \(q_2\) elettricamente cariche poste nel vuoto è direttamente proporzionale al prodotto delle loro cariche ed inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra esse ed è diretta lungo la congiungente le due cariche“. La forza che agisce sul primo corpo a causa del secondo è data da:

\[\vec{F}_{1,2}=-\vec{F}_{2,1}=k_e\dfrac{q_1q_2}{r^2}\hat{u}_r\]

dove \(\hat{u}_r=\dfrac{\vec{u}_{r12}}{u_r}\) è il versore con direzione congiungente le due cariche, \(k_e\) è la costante elettrostatica e dipende unicamente dalle unità di misura e dal mezzo in cui le cariche sono immerse. Nel sistema internazionale \(k_e=\dfrac{1}{4\pi\varepsilon_0}\), con \(\varepsilon_0=8.85\times10^{−12}\) C2/(N·m2) detta costante dielettrica del vuoto.

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