Entropia

Il concetto di entropia viene introdotto dal Secondo Principio della Termodinamica, dal quale è possibile evincere che l’entropia è una funzione di stato di un sistema termodinamico.

Essendo una funzione di stato, i valori che essa assume non dipendono dalla natura delle trasformazioni con le quali si è giunti a quel determinato stato. È pertanto opportuno analizzare quali siano le differenze di cui è indispensabile tener conto per la valutazione di tale grandezza nel caso di trasformazioni reali rispetto alle trasformazioni ideali.

Il termine entropia venne introdotto per la prima volta da Rudolf Clausius nel suo “trattato sulla teoria meccanica del calore”, per descrivere una caratteristica di tutti i sistemi nei quali si osserva che le trasformazioni avvenivano invariabilmente in una sola direzione, ciò tendenzialmente verso quella direzione per la quale di raggiunge uno stato di equilibrio, al quale corrisponde un processo di degradazione dell’energia.

La definizione classica di energia afferma che l’energia di un corpo è l’attitudine del corpo a compiere un lavoro. Il concetto di lavoro richiama una azione meccanica, ma non tutta l’energia si trasforma in lavoro meccanico. Anzi, tendenzialmente tutte le forme di energia tendono, prima o poi, a trasformarsi in calore. Il calore rappresenta la forma di energia più deteriorata, difficilmente immagazzinabile e gestibile.

In altre parole ogni qual volta che una certa quantità di energia viene convertita da uno stato ad un altro si ha una penalizzazione che consiste nella “degradazione” di una parte dell’energia stessa in forma di calore (per via di perdite per attrito) a temperatura talmente bassa da non essere più utilizzabile per produrre lavoro.