Asteroide

Asteroide troiano

Un asteroide troiano è un asteroide che condivide la stessa orbita di un pianeta o satellite, senza collidere con essi. Questo perché orbita intorno a uno dei due punti di Lagrange di stabilità, L4 e L5, situati 60° davanti e dietro il corpo celeste più grande.

In astronomia, con l’aggettivo troiano ci si riferisce in genere, sia ad un asteroide che ad un satellite naturale.

Gli asteroidi troiani, nel sistema solare, si trovano prevalentemente a condividere l’orbita eliocentrica con Giove (in risonanza orbitale 1:1), ma anche la Terra ne possiede uno (chiamato 2010 TK7 grande circa 300 metri), oltre a Marte e Nettuno. Sono nubi di corpi minori dall’origine incerta e con caratteristiche fisiche in gran parte sconosciute.

Il primo asteroide troiano fu identificato dall’astronomo tedesco Max Wolf il 22 febbraio 1906, e denominato 588 Achille, appartenente al punto L4 del campo greco, di diametro medio di circa 135,47 km. Presenta un’orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 5,2087365 UA e da un’eccentricità di 0,1463783, inclinata di 10,31765° rispetto all’eclittica.

Max Wolf assegnò il nome ispirandosi ai personaggi della guerra di Troia, raccontata da Omero nell’Iliade. Questa nomenclatura fu adottata anche dai successivi scopritori di asteroidi troiani.

Caratteristiche orbitali degli asteroidi troiani

Gli asteroidi troiani, hanno orbite con un semiasse maggiore medio di 5,20 UA, caratterizzate da una bassa eccentricità: il valore medio è di 0,074 contro lo 0,13 degli asteroidi della fascia principale (o MBA, Main Belt Asteroid). Al contrario, le inclinazioni sull’eclittica, sono mediamente più elevate rispetto a quelle degli asteroidi della fascia principale. Il risultato è che le nubi di asteroidi troiani, non essendo circoscritte al piano dell’eclittica, sono molto estese sia al di sopra sia al di sotto del piano dell’orbita terrestre, mentre lungo la direzione radiale eliocentrica sono molto più sottili.

Il periodo di rotazione degli asteroridi troiani, come quello di tutti i corpi minori, si può determinare tramite osservazioni fotometriche. Le curve di luce così ottenute, hanno un periodo di rotazione medio attorno alle 11 ore (poco più di 2 rotazioni al giorno), un valore paragonabile a quello medio degli asteroridi della fascia principale. Invece, osservando contemporaneamente un asteroide nel visibile e nel medio infrarosso è possibile determinare sia il diametro effettivo sia l’albedo geometrica.