Emulsione

Si definisce emulsione una dispersione (facente parte di una classe più generale di sistemi a due fasi chiamati colloidi), più o meno stabile, di un fluido sotto forma di goccioline o bollicine (fase dispersa) in un altro fluido non miscibile (fase continua o fase disperdente o veicolo).

In altre parole dunque una emulsione è costituita da due fasi distinte chiamate rispettivamente fase dispersa o discontinua e fase disperdente o continua. Essa è il risultato di due o più liquidi che, agitati, non si miscelano in maniera omogenea (cioè le due fasi sono distinguibili anche dopo la miscelazione). L’emulsione è quindi un particolare “miscuglio meccanico” (o “miscela eterogenea”).

La stabilità di tali sostanze dipende generalmente da diversi fattori: dalla temperatura, dall’energia meccanica di agitazione durante la preparazione, la grandezza delle particelle, dalla differenza di densità delle due fasi e dalla presenza di sostanze tensioattive stabilizzatrici colloidali dette emulsionanti (come ad esempio: la gomma arabica oppure l’estratto di malto).

L’emulsionante modifica le proprietà chimico-fisiche della superficie di separazione tra i due liquidi abbassandone la tensione interfacciale; può già essere contenuto nella sostanza da emulsionare, come nel caso di emulsioni naturali stabilizzate da proteine come il latte, il burro, il lattice di caucciù, oppure può essere utilizzato come additivo come nel caso degli emulsioni artificiali impiegate in farmaceutica, in cosmesi (creme, lozioni, unguenti), detersivi, lubrificanti, vernici, lacche, resine, bitumi, insetticidi, erbicidi e nei processi di polimerizzazione industriale (PVC, polistirene, gomme).

Emulsione fotografica

Una emulsione fotografica è una tipologia di emulsione foto sensibile (prevalentemente da cristalli microscopici di alogenuro d’argento in una soluzione di gelatina in cui è presente bromuro di ammonio o cloruri di collodio) che viene applicata su supporti come pellicole o carta, ma anche vetro, dei materiali fotografici.

Questa tipologia di emulsione può essere negativa (per dar luogo a stampe) oppure invertibile (per produrre diapositive da osservare in trasparenza).

Le emulsioni per bianco/nero, a base di bromuro o cloruro d’argento in gelatina animale, hanno una sensibilità limitata alle radiazioni di breve lunghezza d’onda fino al blu. Per estendere la sensibilità anche al colore verde, al rosso e fino all’infrarosso, è necessario ricorrere a sensibilizzatori cromatici. Le emulsioni a colori sono invece la sovrapposizione sullo stesso supporto di più strati sensibili a radiazioni diverse, permettendo anche di introdurre strati con effetto filtrante, per ottenere una maggiore purezza dei colori, e strati anti-ultravioletto, per arrestare i raggi ultravioletti.

Con tecnologie raffinate si è anche giunti a controllare il processo di formazione dei granuli foto sensibili, pilotandone l’accrescimento e la disposizione all’interno dell’emulsione stessa. Le caratteristiche delle emulsioni fotografiche sono legate anche alle modalità di conservazione; le emulsioni sono infatti particolarmente sensibili al calore ed all’umidità, oltre che ai vapori o ai fumi di molte sostanze chimiche.

Emulsione bituminosa

Una emulsione bituminosa è una emulsione costituita dal 50÷60% di bitume (fase dispersa), dal 40÷50% di acqua (fase disperdente) e dall’1% di emulsionante (sapone alcalino, carbonato sodico, piridina o amido). Viene generalmente impiegata nelle opere di pavimentazione stradale, sia per trattamenti superficiali a freddo, sia per preparare pietrischetti bituminati.

Vedi anche: Gilsonite