Economia

L’economia è la scienza sociale che studia come gli esseri umani prendono decisioni di fronte alla scarsità, alla produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi. Queste decisioni possono riguardare ambiti individuali, familiari, aziendali o sociali.

Una ulteriore definizione di economia considera il complesso delle risorse materiali utili a produrre ricchezza (terre, materie prime, energie naturali, impianti, denaro, capacità produttiva) e delle attività rivolte alla loro utilizzazione.

I principali strumenti utilizzati dagli economisti sono teorie o modelli economici. Una teoria non è un’illustrazione della risposta a un problema. Piuttosto, una teoria è uno strumento per determinare la risposta. Possiamo organizzare le società come economie tradizionali, di comando o orientate al mercato. Gli ultimi decenni hanno visto la globalizzazione evolversi come risultato della crescita delle reti commerciali e finanziarie che attraversano i confini nazionali, rendendo sempre più interdipendenti imprese e lavoratori di economie diverse.

Microeconomia

La microeconomia è una branca dell’economia che studia il comportamento di singoli agenti economici, o sistemi con un numero limitato di agenti, nel prendere decisioni riguardanti l’allocazione di risorse scarse e le interazioni tra questi individui e imprese.

La prospettiva microeconomica si concentra su parti dell’economia: individui, aziende e industrie. Insieme alla macroeconomia, che studia i sistemi a livello aggregato, costituisce la macrocategoria in cui si possono raggruppare tutte le discipline legate all’economia politica.

Concetti di base della microeconomia

I fondamenti della microeconomia hanno origine da una caratteristica umana fondamentale: desideri illimitati con risorse limitate, mentre le risorse disponibili sono allocate in modo da massimizzare il beneficio complessivo o la felicità. Lo studio della microeconomia coinvolge diversi concetti chiave, tra cui (ma non solo):

  • Teoria della domanda dei consumatori (teoria delle utilità – scelta del consumatore)
  • Teoria della produzione e teoria del costo di produzione del valore (teoria dei prezzi)
  • Costo opportunità
  • Organizzazione industriale e struttura del mercato

I microeconomisti studiano i molti modi in cui i mercati possono essere strutturati, dalla perfetta concorrenza ai monopoli, e i modi in cui la produzione e i prezzi si svilupperanno in questi diversi tipi di mercati.

Importanza e portata della microeconomia

Uno degli obiettivi principali dello studio della microeconomia è aumentare l’efficienza economica; questa può avere forme diverse e comprende più dell’archetipo industriale di produrre la maggior parte dell’output da un input minimo, ossia: efficienza allocativa, efficienza tecnica (X-inefficienza) e occupazione.

Macroeconomia

La macroeconomia è una branca dell’economia che si occupa delle prestazioni, della struttura, del comportamento e del processo decisionale di un’economia nel suo insieme. Ciò include le economie regionali, nazionali e globali. La prospettiva macroeconomica guarda all’economia nel suo insieme, concentrandosi su obiettivi come la crescita del tenore di vita, la disoccupazione e l’inflazione. La macroeconomia ha due tipi di politiche per perseguire questi obiettivi: politica monetaria e politica fiscale.

In altre parole, la macroeconomia si occupa dell’analisi dei macro-soggetti che formano un sistema economico, e delle relazioni tra essi, a differenza della micro-economia che analizza il comportamento di individui singoli, siano essi famiglie o imprese.

Nella definizione di macro-soggetto esiste sempre un certo margine di arbitrarietà: ad esempio un sistema economico nazionale può essere definito in base ad un riferimento geografico – i confini della nazione – o in base ad altri criteri – la residenza legale nel Paese dei soggetti economici appartenenti al sistema. Di norma, i macro-soggetti vengono individuati in base a criteri funzionali, e la loro individuazione varia a seconda del tipo di processo economico che si intende studiare.

La prima distinzione rilevante è tra il sistema economico nazionale e gli altri sistemi economici. La macroeconomia studia in particolare i rapporti economici tra un sistema nazionale ed il resto del mondo, siano essi di natura reale – come lo scambio di beni e servizi – o di natura monetaria – come l’acquisto e la vendita di titoli e valute. Il sistema economico nazionale può essere distinto in due settori: il settore privato ed il settore pubblico, in cui di norma viene inclusa la Banca Centrale. Il settore pubblico è composto dagli Enti centrali (Ministeri) e locali (Regioni, Province, Comuni, USL, ecc.), nonchè da un insieme composito di enti ed imprese a prevalente proprietà pubblica.

Anche in questo caso la distinzione tra “pubblico” e “privato” non è netta; se si intende studiare la capacità produttiva dell’industria del Paese, ad esempio, sarà opportuno includere nella definizione di “industria” le imprese a partecipazione pubblica, e trattarle a tutti gli effetti come imprese private. Quando invece si intende analizzare la formazione del deficit del settore pubblico sarà necessario considerare, all’interno di questo settore, le imprese a partecipazione pubblica che al deficit
contribuiscono con i loro profitti o le loro perdite. Procedendo con l’analisi funzionale, il settore privato può essere a sua volta scomposto in imprese e famiglie, dove per “impresa” si intende un’unità la cui funzione è la produzione di beni e servizi, mentre per “famiglia” la funzione rilevante è quella del consumo e del risparmio. Anche in questo caso la distinzione è arbitraria: si pensi ai numerosi esempi di aziende a conduzione familiare, in cui parte dei beni consumati viene autoprodotta. In questi casi lo stesso soggetto può appartenere ad entrambi i settori, e verrà analizzato come impresa relativamente alle sue decisioni di produzione, e come famiglia relativamente alle proprie decisioni di consumo e risparmio.

Un’altra distinzione è quella tra le imprese finanziarie – le banche, le assicurazioni – che hanno come loro carattere centrale l’erogazione di crediti e la raccolta di risparmi, e le imprese non finanziarie, o produttive, che operano invece per la produzione e la vendita di beni e servizi. In gran parte di quanto segue i due tipi di impresa verranno considerati congiuntamente: se ad esempio si è interessati alla potenzialità del sistema economico di creare occupazione, e ridurre il tasso di disoccupazione, può essere poco rilevante se i posti di lavoro vengono creati nel sotto-sistema finanziario o in quello dei beni. Quando invece si analizza la formazione del credito sarà invece indispensabile scindere le imprese finanziarie dalle altre imprese.

La distinzione tra macro-soggetti può estendersi ulteriormente, a seconda dei fenomeni economici che si intende studiare. Possiamo ad esempio distinguere le imprese non finanziarie a seconda del settore merceologico di produzione – agricoltura, industria, servizi; per studiare la distribuzione del reddito personale è opportuno distinguere ulteriormente il soggetto “famiglie” a seconda del tipo di reddito percepito dal capo famiglia, e così via.

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