Ammortamento

In economia l’ammortamento è definito come un procedimento contabile con il quale si estingue il costo di un bene mediante una ripartizione graduale (pluriennale) tra gli esercizi di vita utile del bene stesso, facendolo partecipare per quote alla determinazione del reddito dei singoli esercizi.

Supponiamo, ad esempio, che un macchinario necessario alla produzione industriale abbia un costo di un milione di euro. Se l’impresa inserisse questo costo nei propri bilanci al momento dell’acquisto del macchinario avrebbe – presumibilmente – una forte perdita contabile in quel bilancio, e profitti relativamente elevati nei bilanci successivi, nei periodi cioè in cui il macchinario viene ancora utilizzato senza comportare costi ulteriori per l’impresa.

Se si imputasse il costo di un macchinario al bilancio relativo al periodo in cui avviene l’acquisto, dunque, verrebbe falsato sia il risultato economico dell’impresa – il profitto come di indicatore di gestione – sia il risultato contabile – il profitto su cui l’impresa dovrà versare allo Stato le imposte.

Le imprese ricorrono allora alla procedura di ammortamento, ossia all’attribuzione del costo del macchinario lungo tutto l’arco della sua vita utile. Si pone dunque il problema di individuare la “vita utile” di un macchinario: questa dipende sia da fattori tecnici, quali la velocità di deperimento ed usura del macchinario stesso, sia da fattori tecnologici legati all’innovazione.

Supponiamo inoltre che, dopo un anno dall’acquisto del suddetto macchinario, venga introdotto sul mercato un nuovo modello che sfrutta nuovi procedimenti, che consentono di incrementare la produzione con un notevole risparmio sul costo di produzione unitario. L’impresa che dispone del macchinario vecchio dovrà ora competere con imprese che acquistano i macchinari nuovi, e che possono vendere a prezzi più bassi, o realizzare profitti unitari più elevati. In alcuni casi, quando il guadagno di competitività è elevato, il vecchio macchinario – per quanto ancora in perfetta efficienza dal punto di vista tecnico – va abbandonato perchè non risulta più profittevole. La vita utile del macchinario dipende allora, più che dal suo logoramento, dalle caratteristiche legate al processo di innovazione dei mercati. Laddove i processi innovativi sono molto lenti la vita utile del capitale sarà lunga: è il caso, ad esempio, dei fabbricati. Quando invece il processo innovativo è rapido la vita utile del capitale sarà molto più breve.

Per chiarire il procedimento, immaginiamo che il macchinario, del valore di un milione di euro, abbia una vita utile di dieci anni, periodo nel quale può essere utilizzato sempre senza usura e con la stessa efficienza, e in assenza di innovazioni, finchè, allo scadere del decimo anno, il macchinario è completamente inutilizzabile. In tal caso l’impresa potrà legittimamente imputare una quota di un decimo del costo per ogni anno di vita del macchinario. Nel caso in cui invece il macchinario sia soggetto ad usura, per cui perde efficienza nel corso del tempo, la quota di ammortamento per il primo anno dovrà essere più elevata e poi decrescere seguendo la riduzione nell’ efficienza. Se infine il macchinario diviene obsoleto, per l’introduzione sul mercato dopo
quattro anni di un nuovo macchinario, l’ammortamento dovrà essere completato entro soli 4 anni, indipentemente dalla durata tecnica dell’impianto.

È evidente, a questo punto, che le imprese potranno adottare valutazioni diverse dell’ammortamento, a seconda della loro percezione dell’ efficienza tecnica del capitale e della rapidità dei processi di innovazione, per cui il calcolo dell’ammortamento può risultare in parte anche arbitrario.

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