Enantiomero

Si definisce enantiomero una entità molecolare che è immagine speculare di un altro enantiomero, che assieme formano una coppia di isomeri configurazionali (enantiomeri, anche detti isomeri ottici o antipodi ottici).

Modelli molecolari dei due enantiomeri dell’acido lattico.

Non sono sovrapponibili; il potere rotatorio ottico di ogni singolo enantiomero ha uguale valore assoluto e segno opposto a quello dell’altro enantiomero; per cui fanno rotare il piano di una luce polarizzata l’uno verso destra e l’altro verso sinistra. Possiedono identiche proprietà chimiche ad eccezione di alcuni reattivi, detti reattivi selettivi, che reagiscono con uno solo dei due stereoisomeri.

Enantiotropia

Si definisce enantiotropia il caso di polimorfismo di una sostanza in cui una forma cristallina muta in un’altra per effetto di un cambio di temperatura al di fuori del campo di stabilità.

La temperatura alla quale avviene tale fenomeno è chiamata punto di trasformazione (o di transizione) e rappresenta l’unico valore di temperatura alla quale le due forme coesistono in equilibrio (ad una certa pressione).

Ad esempio, il fenomeno di enantiotropia si presenta nel caso dello zolfo che presenta la modificazione \(\alpha\) (rombica) e \(\beta\) (monoclina); dello stagno, del nitrato d’ammonio, dello ioduro di mercurico, eccetera.

Enantiomorfo

Si definisce enantiomorfo un solido cristallino che è immagine speculare simmetrica di un altro (in coppia: enantiomorfi) rispetto ad un piano esterno ad essi.