Chimica

Solido vetroso

I solidi vetrosi sono una tipologia di solidi amorfi, in quanto anch’essi non possiedono una struttura cristallina, ma una struttura disordinata e non periodica. Tale struttura è ottenuta dalla solidificazione di un liquido (puro o miscuglio di sostanze) che a causa della sua viscosità durante il raffreddamento “congela” la posizione degli atomi o delle molecole …

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Solido amorfo

I solidi amorfi si formano a causa di condizioni particolari durante il processo di solidificazione (ad esempio aumentando la velocità di raffreddamento), che non permettono agli atomi di stabilizzarsi termodinamicamente in una condizione ordinata, impedendo così la formazione di una struttura cristallina periodica. I solidi amorfi sono isotropi. Molti materiali solidi cristallini possono essere preparati anche …

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Cristallo (solido cristallino)

I solidi cristallini (o cristalli) hanno una struttura reticolare regolare, in cui il reticolo è composto da una struttura geometrica di atomi predefinita, che si ripete periodicamente e sempre uguale. La disposizione regolare dei componenti un cristallino a livello microscopico produce la forma caratteristica dei cristalli (morfologia) definita da facce e angoli diedri caratteristici. I solidi …

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Solido metallico

I solidi metallici (costituiti con legame metallico) sono formati esclusivamente da atomi elettropositivi (ad esempio: sodio, rame, alluminio), tendenti a cedere i propri elettroni che però, non avendo a disposizione atomi elettronegativi con cui unirsi, restano liberi. L’insieme delle proprietà dei metalli suggerisce una struttura in cui il cristallino sia costituito da cationi del metallo …

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Solido ionico

Il reticolo cristallino dei solidi ionici è costituito da ioni monoatomici o poliatomici trattenuti tra loro da intense interazioni elettrostatiche di tipo coulombiano. Queste, per loro natura, non sono direzionali e quindi gli ioni di carica opposta si attirano indipendentemente dalla loro collocazione spaziale: non sono quindi riconoscibili singole unità molecolari. I cristalli ionici presentano durezza …

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Solido covalente

Nei solidi covalenti, gli atomi nel reticolo cristallino, sono tutti direttamente legati tramite legami di natura covalente, di modo che nel cristallo non sono individuabili singole molecole (il cristallo può essere visto come un’unica macromolecola). Il legame covalente nei solidi è tipico di elementi come il carbonio, il silicio ed il germanio, aventi quattro elettroni di …

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Miscela eutettica (eutettico)

Si definisce miscela eutettica una miscela di sostanze (miscibili allo stato liquido e quasi sempre non miscibili allo stato solido) costituita da due o più componenti che non interagiscono tra loro per formare un composto che, in certi rapporti, inibisce il processo di cristallizzazione dando luogo a un sistema, detto eutettico, che ha una temperatura di fusione inferiore …

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Miscela azeotropica

Si definisce azeotropo o miscela azeotropica una miscela di liquidi che bolle senza modificare la propria composizione, producendo un vapore di composizione uguale a quella del liquido da cui si libera. Un azeotropo si forma quando tra le molecole di due o più sostanze si manifestano fenomeni di attrazione o repulsione dovuti alla formazione di legami intermolecolari; tali legami …

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Diffusione molecolare

Si definisce diffusione molecolare la migrazione di molecole tra parti in contatto a diversa composizione, sia in miscele liquide o gassose, che nei solidi. La diffusione molecolare è una conseguenza dell’agitazione termica e tende a rendere, con il passare del tempo, omogenee le due parti della miscela originariamente disomogenee. Per ognuna delle sostanze che compongono la miscela …

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Gas perfetto (gas ideale)

Si definisce gas perfetto (o gas ideale) un gas che obbedisce alle leggi di Boyle e di Gay-Lussac. Il modello del gas perfetto permette di spiegare il comportamento dei gas avvalendosi della teoria cinetico-molecolare; ecco le caratteristiche di un gas ideale: l’energia cinetica media delle molecole del gas (moto di agitazione termica) è direttamente proporzionale alla temperatura …

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Gas nobile

Si definiscono gas nobili (impropriamente detti anche gas rari) quei gas costituiti da atomi con gusci elettronici completi; essi sono: elio (He), neon (Ne), argon (Ar), kripton (Kr), xeno (Xe) e radon (Rn). Sono gas inerti che costituiscono il gruppo 18 della tavola periodica secondo l’attuale nomenclatura IUPAC. I gas nobili sono tutti gas monoatomici, non facilmente …

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Precipitazione (chimica)

In Chimica con il termine precipitazione si definisce il fenomeno della separazione di un soluto (detto precipitato, sotto forma di solido insolubile) da una soluzione. Quando la concentrazione di soluto nel solvente supera il limite di solubilità (condizione di sovrasaturazione), il soluto inizia a cristallizzare. La cristallizzazione avviene in due fasi: nucleazione e accrescimento. La …

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Volume specifico

Il volume specifico è una proprietà intensiva della materia, pertanto è suscettibile alle variazioni di temperatura e pressione (soprattutto per quanto riguarda i gas). Infatti, nella maggior parte dei casi, un aumento di temperatura causerà un aumento di volume e di conseguenza un aumento del volume specifico. Un esempio che non segue tale regola è …

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Polietere

Il polietere è un polimero sintetico derivato dalla polimerizzazione di un etere o un ossido organico; caratterizzati da legami \(-\textrm{C}-\textrm{O}-\textrm{C}-\); comprendono le resine acetaliche, quelle epossidiche e le poliossolefine. I polieteri sono utilizzati come materie plastiche per svariati impieghi tecnici, come ad esempio in odontoiatria per realizzare impronte. Le schiume polietere sono usate per applicazioni tecniche come …

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Aeriforme

Una sostanza o un corpo si trova allo stato aeriforme se ha un comportamento simile a quello di un fluido (ossia non ha né una forma geometrica, né un volume definito); in altre parole non si trova allo stato condensato. Pertanto qualsiasi sostanza al di sopra del suo punto di ebollizione può quindi essere definita …

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Temperatura critica

Si definisce temperatura critica la temperatura al di sopra della quale una sostanza non può esistere allo stato liquido; ciò significa che non può essere in alcun modo condensato per semplice compressione, cioè non può essere portato allo stato liquido comprimendolo a temperatura costante.

Solubilità (o miscibilità)

In Chimica si definisce solubilità (o miscibilità) quel fenomeno che avviene durante la formazione di una soluzione chimica in cui il soluto si diffonde nel solvente (fino a raggiungere una concentrazione massima). È una proprietà caratteristica delle sostanze quando sono parzialmente o completamente solubili, tali da formare un’unica fase finale. Il termine solubilità ha due significati: qualitativo: proprietà …

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Soluto

Definizione In Chimica un soluto è il componente di una soluzione che viene sciolto dal solvente, e generalmente è quello presente in quantità minore. Etimologia Derivato direttamente dal latino solutus, participio perfetto del verbo solvo da cui deriva appunto l’italiano solvere. Sillabazione so | lù | to Pronuncia/IPA /soˈluː.toː/

Solvente

Definizioni * In Chimica un solvente è il componente di una soluzione in cui viene disciolto il soluto, e generalmente è quello presente in quantità maggiore.* In Economia il solvente è colui che paga o estingue un debito. Sillabazione sol | vèn | te Pronuncia/IPA /sol’vɛnte/ Grammatica Participio presente di solvere.

Chimica

La Chimica è la scienza che studia la struttura, la composizione, le proprietà, la trasformabilità delle sostanze organiche e inorganiche, naturali e artificiali. Definita anche come “la scienza centrale” perché connette le altre scienze naturali, come l’Astronomia, la Fisica, le Scienze dei materiali, la Biologia e la Geologia. Etimologia Da kemà, il libro dei segreti dell’arte egizia, da …

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Mole

La mole è la quantità di materia che contiene un numero di Avogadro di entità elementari. Ad esempio molecole, atomi, elettroni. La mole rappresenta l’unità di misura della quantità di sostanza nel sistema internazionale (SI). È utile pensare alla mole come un numero ben determinato di particelle il tipo di particelle (che possono essere atomi, molecole, ioni, …

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Calore di vaporizzazione

Il calore di vaporizzazione è una misura diretta della quantità di energia necessaria a superare le forze che tengono unite le molecole adiacenti in un liquido, in modo da permettere alle singole molecole di distaccarsi dalle altre e di passare allo stato gassoso.

Calore di reazione

Si definisce calore di reazione la quantità di calore sviluppata o assorbita durante una reazione chimica. Esso ha un valore diverso se misurato a pressione costante o a volume costante. Un caso particolare è il calore di combustione, che è la quantità di calore sviluppata dalla combustione completa dell’unità di massa di una sostanza.

Plastica polivinilica

Le plastiche poliviniliche sono resine termoplastiche che derivano da monomeri vinilici; il polivinilcloruro (PVC) ha buone proprietà meccaniche e dielettriche, resistenza al calore e all’alterazione chimica, è usato nell’industria chimica, elettrica, in edilizia, per tubazioni, imballaggi, eccetera. Il polivinilacetato (PVA) è usato per preparare vernici, appretti, idropitture murarie, eccetera.

Polisolfoni (PPSU)

I polisolfoni (o polieteresolfoni) sono resine termoplastiche ottenute da composti aromatici (fenilenici) e contenenti il gruppo solfonico \((-\textrm{SO}_2-)\). Possiede le seguenti proprietà: notevole tenacità, resistenza al calore e all’alterazione chimica, autoestinguente e non tossico. Trova impiego come dielettrico nei condensatori, in elettronica, in campo medico e per la produzione di membrane artificiali. Viene utilizzato anche nella produzione di …

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Poliossiolefine

Le poliossiolefine sono resine termoplastiche, polimeri e copolimeri di ossidi alchenici; in genere solubili; usate come plastificanti, appretti per tessili, eccetera.

Poliolefine

Le poliolefine sono (plastiche) polimeri di alcheni (olefine) e dieni (diolefine); oltre ad alcuni elastomeri, comprendono plastomeri quali polietilene, polipropilene, polibutene, eccetera.

Polietilene (PE)

Il polietilene è una resina polimerica di formula \((-\textrm{CH}_2-\textrm{CH}_2-)_n\); termoplastica secondo i processi di fabbricazione può essere a bassa densità (LDPE) o ad alta densità (HDPE). Presenta facile lavorabilità, ottime proprietà dielettriche, resistenza all’alterazione chimica, tenacità e flessibilità; usata per giocattoli, pellicole, rivestimenti protettivi, eccetera.

Poliestere (UP)

I poliesteri sono prodotti di policondensazione tra acido carbossilico e polioli contenenti il gruppo estere. Quelli insaturi (termoindurenti) sono liquidi che induriscono per aggiunta di un reticolante, quelli saturi (termoplastici) sono di vario tipo; i primi sono usati in edilizia per arredamenti ed in nautica, i secondi come fibre sintetiche (polietilenetereftalato, PET) e come tecnopolimeri (polibutilenetereftalato, PBT).

Metano

Il metano si forma anche nei processi di fermentazione in assenza di aria, ad esempio sotto la superficie di acquitrini e paludi, negli impianti di depurazione o negli allevamenti di bestiame da reddito.

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