Tessuto tegumentale

I tessuti tegumentali sono una tipologia di tessuti vegetali definitivi, rappresentano l’interfaccia della pianta con l’ambiente esterno e perciò svolgono principalmente funzione di protezione. Si suddividono in primari, derivati da meristemi primari, e secondari quando originati dal cambio sughero fellodermico.

Rivestono tutta la pianta ed hanno funzione di protezione. I tessuti tegumentali che rivestono le parti aeree hanno, come funzione principale quella di impedire una traspirazione troppo elevata, che provocherebbe l’avvizzimento della pianta, perciò sono costituiti, per la maggior parte, da cellule a stretto contatto tra loro, senza spazi intercellulari, e hanno le pareti impregnate da polimeri impermeabili: la cutina o la suberina.

Il tessuto tegumentale che riveste le parti non legnose della pianta (fusti giovani, foglie, frutti, fiori) è l’epidermide, mentre le parti lignificate sono rivestite dal sughero. Nelle piante erbacee l’epidermide rappresenta l’unico tipo di tegumento; nelle piante legnose può essere successivamente sostituito dal periderma (insieme di tessuti che definisce la scorza).

Le funzioni principali dell’epidermide sono: il controllo del movimento dell’acqua tra l’interno e l’esterno della pianta, la protezione contro altri organismi (es. funghi, batteri ed insetti) e contro agenti non biologici (ad esempio gli eventi atmosferici); è costituita da tre tipi fondamentali di cellule:

  • Cellule ordinarie. Sono cellule vive, strettamente a contatto tra loro in modo da formare una pellicola impermeabile. Hanno forma variabile, da rettangolare, a poligonale, lobata o frastagliata, che dipende dalla specie e dall’organo che rivestono. Generalmente mancano di cloroplasti e sono trasparenti in modo da non ostacolare il passaggio della luce verso il parenchima clorofilliano sottostante. Le loro pareti cellulari esterne sono impermeabilizzate dalla deposizione di cutine. Tutte le cellule dell’epidermide, sono, inoltre, ricoperte da una pellicola continua di cutina, la cuticola. La cutina, oltre ad essere impermeabile, è in grado di riflettere le radiazioni solari e non viene digerita da alcun organismo, quindi protegge la pianta da funghi e batteri. All’esterno della cuticola si trovano sempre delle cere, sotto forma di cristalli di varia forma, che accrescono l’impermeabilizzazione dell’epidermide. In alcuni casi questo strato ceroso ha uno spessore notevole, basti pensare alla patina biancastra, la “pruina”, che riveste le prugne e gli acini d’uva!
  • Stomi. Lo strato impermeabile formato dalle cellule ordinarie è interrotto dagli stomi, dei “buchi” ad apertura regolabile, attraverso i quali avvengono la traspirazione e gli scambi di gas tra l’interno della pianta e l’ambiente esterno, due processi indispensabili per la vita della pianta. Ogni stoma è costituito da due cellule di guardia, generalmente reniformi, che delimitano il poro stomatico (o rima stomatica). Grazie allo spessore non uniforme della parete cellulare e all’orientamento delle microfibrille di cellulosa, quando le cellule di guardia assorbono acqua, si allungano e divaricano aprendo il poro stomatico, viceversa quando perdono acqua lo richiudono. Segnali quali la luce e la carenza di anidride carbonica nei tessuti fotosintetici danno il via ad un processo che si conclude con l’apertura dello stoma, mentre il buio, la carenza d’acqua, il calore troppo elevato ne determinano la chiusura.
  • Tricomi o peli. Comprendono tutte le strutture costituite da una o più cellule che si proiettano al di fuori del piano dell’epidermide; possono avere funzione protettiva (peli di rivestimento) oppure produrre sostanze di vario tipo: oli essenziali, sostanze urticanti, enzimi proteolitici, e così via (peli ghiandolari).

Anche la radice è rivestita, nelle parti non lignificate, da un’epidermide, il rizoderma, che ha una funzione completamente diversa: quella di assorbire acqua e sali minerali dal terreno: anche qui le cellule sono strettamente a contatto tra di loro ma hanno parete molto permeabile e alcune cellule possiedono delle lunghe estroflessioni, i peli radicali, che servono per aumentarne la superficie assorbente.

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